«Accetto questo premio con profonda gratitudine e grande umiltà»: sono queste le prime parole pronunciate da Barack Obama durante la cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace oggi a Oslo. Nel suo discorso il presidente americano ha parlato della guerra e ovviamente della pace. Della necessità di puntare a un multilateralismo nelle relazioni diplomatiche e nell’azione politica per tendere alla pace («Uniamoci per un mondo migliore e di pace»).
Obama ha detto che i conflitti armati non saranno mai eliminati. «La storia lo dice. Se la pace è l’obiettivo, la guerra è qualche volta giustificata». E d’altronde, «il regime nazista non avrebbe potuto essere fermato da un movimento puramente pacifista. E con i negoziati non si può convincere al Qaida a deporre le armi». Obama ha chiesto ai suoi partner internazionali di aiutarlo a «costruire un mondo come dovrebbe essere».
«Dire che la forza è a volte necessaria non è cinismo ma è il riconoscimento della storia, delle imperfezioni dell’uomo e dei limiti della ragione» ha aggiunto sottolineando però che per quanto una guerra possa essere «necessaria sarà sempre una tragedia, non può essere gloriosa non deve essere sbandierata».
«La guerra è necessaria ma non è mai gloriosa, e non bisogna mai spacciarla come tale. La guerra è una premessa di tragedia umana». Obama ha lanciato la proposta per definire standard internazionali per giustificare il ricorso alla guerra, nell’ambito di una visione di rafforzamento delle istituzioni internazionali. «L’America – ha ricordato il presidente Obama – ha contribuito negli ultimi 60 anni al mantenimento della pace, ma oggi l’America da sola non può garantire la pace».
«Dobbiamo impegnarci per prevenire la proliferazione di armi nucleari, e puntare ad un mondo senza di esse», ha detto anche il presidente. «Non ho con me oggi una soluzione definitiva ai problemi della guerra. Quello che invece so è che per affrontare queste sfide è necessaria la stessa visione, lo stesso lavoro duro e la stessa insistenza di quegli uomini e quelle donne che hanno agito con coraggio decenni fa. E a noi è richiesto di ripensare le nozioni di guerra giusta e gli imperativi di una pace giusta».
Il discorso di Obama si è concluso con un lungo applauso e la standing ovation dei presenti.
MA NON SOLO APPLAUSI ANCHE TANTE CRITICHE….
Fidel Castro critica il premio
L’ex presidente Fidel Castro ha accusato oggi il presidente statunitense Barack Obama di essere stato «cinico» per aver accettato il Nobel per la Pace «quando ormai aveva deciso di portare la guerra in Afghanistan fino alle ultime conseguenze». Nel discorso a West Point dello scorso primo dicembre, Fidel dice nell’articolo pubblicato oggi su internet di aver avuto «la sensazione di stare ascoltando George W.Bush; i suoi argomenti non sono per nulla diversi dal suo predecessore tranne il fatto che Obama era contrario alle torture». Fidel ha attaccato Obama per «non aver detto una parola sulle centinaia di migliaia di persone, compresi bambini e anziani, che sono morte in Iraq e Afghanistan e i milioni di iracheni e afghani che soffrono le conseguenze della guerra senza alcuna responsabilità nei fatti successi a New York». «Adesso – aggiunge Fidel – bisogna aspettare un altro discorso teatrale a Oslo, nuove frasi che nascondono l’esistenza reale di una super potenza imperiale con centinaia di basi militare dispiegate in tutto il mondo e duecento anni di interventi militari nel nostro emisfero».